Fondo memoriale “Dott. Luciano Natta”

INIZIATIVE SOSTENUTE DAL FONDO DOTT. LUCIANO NATTA


Luciano Natta – semplicemente Lucio per me, sua moglie, e gli amici più cari – é stato uno di quei personaggi che quando vengono a mancare lasciano il vuoto non solo a chi é di  famiglia. “Grande è la persona che lascia un grande vuoto, se va via”, dice una bella massima molto conosciuta. Si adatta perfettamente a Lucio.

L’hanno detto anche i suoi ex colleghi di lavoro e l’hanno scritto i giornali. Come Direttore generale Lucio ha guidato nel corso della sua vita i Casinò di Sanremo, St. Vincent e Venezia. Colpisce ancora oggi in particolare quanto ha detto di lui, il giorno della sua morte, un rappresentante sindacale che l’aveva ben conosciuto: “Il mondo dei casinò con Natta ha perso il più grande dei manager “- è stato il commento di un sindacalista che si era trovato a discutere con Lucio più di una volta dall’altra parte della barricata. ” Con lui, ricordava, ci siamo confrontati per tanti anni. Persona capace, educata e dotato di una lungimiranza senza pari. Aveva previsto la crisi delle case da gioco in largo anticipo, cercando in tutti i modi di cambiare passo per salvare i nostri Casinò. Abbiamo perso una grande figura“. Per un giornalista Lucio è stato il «mago della contabilità» dei Casinò e della pianificazione aziendale. “Memoria prodigiosa… era proverbiale sia la sua garbatezza sia l’attenzione per i bilanci. Matita, gomma e carta erano i suoi strumenti: grafia minuta in cui condensava calcoli complessi.”     Ma non solo questo. Sul lavoro aveva, fortissimo, il senso del lavoro di squadra. Lui matita sottile, gomma, carta, come detto, ben si adattava a confrontarsi con i collaboratori più giovani, quelli immancabilmente con Excel e Apple, quindi pienamente calati nella modernità.

Con il vuoto, la sua perdita ha consegnato a tutti noi – prima di tutto a me- una grande lezione di vita. A proposito, cosa era importante per lui della vita? Lucio ogni volta rispondeva sottolineando, prima di tutto, il valore del lavoro e soprattutto del lavoro fatto bene. Quindi della competenza. Poi, dell’onestà incondizionata e infine del garbo e della gentilezza con tutti. Ma senza trascurare il valore della solidarietà e del rispetto per gli altri. Amava profondamente la libertà degli altri e anche la sua. Amava il sacrificio e le rinunce se queste potevano servire per crescere. Lui che anche la laurea in economia e commercio l’aveva conseguita brillantemente come studente lavoratore. 

E che dire del suo guardare avanti? Sempre e nonostante tutto. Solo per curiosità vi citerò un esempio: avrebbe voluto che l’Università della Valle d’Aosta preparasse i futuri manager del Casinò e dei vari settori del turismo, a cominciare dall’alberghiero e dalla ristorazione. Era in perfetta sintonia con un altro grande visionario: Piero Roullet, anche lui scomparso, noto albergatore valdostano e titolare dell’hotel Bellevue di Cogne.

Era in sintonia anche con il compianto Filippo Rigosi; è anche grazie a loro che il Grande Hotel Bilia è diventata una palestra prestigiosa per gli allievi dell’École Hôtelière.

Negli anni ’90 Lucio aveva conosciuto il filosofo Massimo Cacciari quando questi era sindaco di Venezia. Ne era nato anche un rapporto amichevole tra due persone che si stimavano profondamente. Non si interruppe nemmeno quando Lucio rassegnò le dimissioni da Direttore generale del Casinò di Venezia per tornare a guidare prima Sanremo poi St. Vincent.  Cacciari fece di tutto per dissuaderlo. E di fronte alla risolutezza di Lucio, per confermargli comunque la sua stima Cacciari gli scrisse alla fine due lettere. Una di queste era un arrivederci. Lucio apprezzò ma non tornò più al Casinò di Venezia solo perché amava più ancora la Valle d’Aosta.

A Saint Vincent era arrivato da Imperia, chiamato a seguire suo padre al Casinò. Laureato all’Accademia navale di Livorno avrebbe voluto fare carriera in Marina, tanto amava il mare, ma mai si lamentò, nemmeno con me, di quella scelta in qualche modo garbatamente imposta. Soleva dire che chi è nato sul mare è destinato prima o poi a partire e quando scopre la montagna se ne innamora.

Si può davvero dire che l’idea di questo Fondo dedicato a Lucio sia nata all’indomani della sua prematura scomparsa. La risposta più frequente che ho raccolto in questi anni parlandone con i parenti e gli amici più stretti è stata questa: “Siamo d’accordo con te, Mirka. È bello dopo il morir vivere ancora. Lui ne sarà contento.”

Adesso si può finalmente partire. Voglio ricordare degnamente Lucio perché la sua eredità non venga perduta.

Mirka Vasinova Natta, moglie di Lucio

Onora con noi la memoria di Luciano Natta

sostieni il futuro e le pari opportunità per tutti.

Obiettivi del Fondo:

Il Fondo memoriale “Dott. Luciano Natta” nasce dal desiderio di sua moglie Mirka di trasformare il ricordo di Lucio in azione concreta. In memoria quindi di chi ha dedicato la propria vita al lavoro, alla comunità e alla promozione dei valori umani, il Fondo si propone di finanziare iniziative che favoriscano inclusione, solidarietà e pari opportunità, con particolare attenzione alla Valle d’Aosta, terra a cui il dottor Natta, pur originario di Imperia, era profondamente legato.

Grazie al Fondo, potremo:

  • Sostenere minori e anziani con progetti che rispondano ai loro bisogni e aspirazioni
  • Offrire supporto alle persone con disabilità, promuovendo autonomia e dignità
  • Investire nella formazione etica, economica e sociale, per costruire una società più consapevole come ci ha insegnato il dottor Natta: con responsabilità, competenza e visione di futuro. Sempre pensando all’attività svolta da Lucio, col Fondo vorremmo anche contribuire a far crescere e sviluppare nuove idee di futuro per Saint-Vincent e la Valle d’Aosta. Il domani – lo sappiamo bene dal dottor Natta – va preparato; non può essere subìto né mai imposto. Vorremmo perciò dar vita insieme ad un laboratorio di idee per il futuro dei nostri territori e ad un’attività di documentazione storica dei progetti e delle realizzazioni fin qui portate avanti. Nella convinzione che anche lo studio del passato possa aiutare a preparare il futuro.

Come donare?

E’ possibile donare attraverso bonifico bancario intestato alla Fondazione Comunitaria della Valle d’Aosta

Banca Intesa San Paolo c/c 5667 IBAN IT73 G 03069 09606 100000005667

Causale: Fondo Natta

oppure attraverso PayPal o Carta di debito/credito cliccando il seguente pulsante



Testimonianza di Giuliana Tosi


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